Marco Gastini

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Marco Gastini

Artista italiano, 1938 – 2018.  Ancora prima di frequentare le scuole d’arte, la sua formazione avviene nel laboratorio del padre, di mestiere marmista.

Alla fine degli anni Sessanta, immerso nel fervido clima del capoluogo piemontese e attivamente coinvolto dalle istanze di rinnovamento artistico e sociale che lo animano, sviluppa un’originale ricerca sulla pittura.

Dalle tele dipinte a spray (Paesaggio) del 1968, si passa rapidamente agli smalti e ai floccaggi su plexiglas, legno o vedril (Linea d’aria). Nel 1970 al Salone Annunciata vengono esposte per la prima volta le macchie di piombo e antimonio, concepite nel '69. Nascono allora lavori su parete, rigorose quadrettature e tracciati elementari in polvere di cemento, carboncino o conté.

Primo segnale di distacco dal minimalismo cromatico è l’utilizzo del pigmento “pearl white”, madreperla, dal 1977 applicato con l’aiuto del medium sulle tele, sulle carte o direttamente sul muro. Il ’77 è per Gastini l’anno della prima personale alla John Weber Gallery di New York

Negli anni ’80 subentrano i materiali più disparati: la pergamena, vetro e metalli, elementi organici come il carbone e vegetali simili a carrube, le virgole a carboncino. Al 1982 risalgono la seconda partecipazione alla Biennale di Venezia e la monografia di Tommaso Trini. Lo stesso anno, la Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco di Baviera ospita la sua prima grande retrospettiva.

Nel 1998, di una bellissima retrospettiva a Vienna, poi alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Bologna, alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento, e nei Kunstverein di Francoforte e San Gallo.

Nel 2005, un'altra retrospettiva è presentata al CAMeC di La Spezia e alla Kunsthalle di Göppingen.

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